27 Maggio 2018

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Storia del tennis
Una gara alle prime Olimpiadi moderne svoltesi ad Atene nel 1896.
La storia del tennis affonda, probabilmente, le proprie origini nel gioco greco dello sphairistike ed è menzionato nella letteratura fin dal Medioevo.
Gawain Gwalltafwyn, uno dei cavalieri della Tavola Rotonda, gioca a tennis con un gruppo di giganti nel racconto The Turke and Gowin.
La forma medievale del tennis era chiamata real tennis (dall´inglese "tennis vero"). Il real tennis si evolse per tre secoli dal jeu de paume, un antico gioco francese e italiano del XII secolo chiamato pallacorda in italiano e che aveva dei richiami alla palla basca e alla pallamano americana. Prima la palla era colpita con la mano nuda, poi con la stessa coperta da un guanto.
In relzione alle dimensioni e alla forma dei primi campi, una teoria suggerisce che il gioco fosse inizialmente giocato dai monaci di clausura.
Intorno al 1520 il guanto era diventato una piccola racchetta. Un ritratto del re Carlo IX di Francia del 1552 ritrae il neonato sovrano con una racchetta in mano. Il real tennis aumentò la sua popolarità di volta in volta tra i nobili francesi e raggiunse il massimo picco nel XVI secolo.
Francesco I di Francia, appassionato del real tennis, costruì campi e divulgò il gioco sia tra i membri della corte sia tra il popolo. Il suo successore Enrico II, ottimo giocatore, continuò la tradizione. Il prete italiano Antonio Scaino da Salo descrisse tale gioco nel libro intitolato Trattato del Giuoco della Palla scritto nel 1555.
Ben due re francesi morirono in incidenti legati al gioco: Luigi X per problemi di probabile natura circolatoria occorsigli dopo una partita e Carlo VIII per essere stato colpito violentemente dalla palla.
Racchette e palle da pallacorda
Re Carlo IX stabilì la prima corporazione dei professionisti di pallacorda nel 1571, organnizando inoltre il primo torneo con racchette diviso in tre categorie: apprendisti, amatori, professionisti.
Il primo codice che stabiliva il regolamento ufficiale fu pubblicato nel 1599 da un professionista di nome Forbet.
Sebbene con Enrico V d´Inghilterra il real tennis fosse divenuto popolare anche fra i reali, fu Enrico VIII a rendere lo sport famoso nel suo paese, giocandovi in un campo di Hampton Court Palace fatto costruire all´uopo nel 1530.
Si ritiene che Anna Bolena stesse assistendo a un incontro di real tennis quando venne fatta arrestare e che Enrico stesse giocando quando gli giunse la notizia della sua esecuzione.
Durante il regno di Giacomo I d´Inghilterra esistevano ben 14 campi nella sola Londra.
William Shakespeare nell´opera Enrico V cita le palle del real tennis (tennis balles), quando narra che un cestino pieno di palle viene consegnato a re Enrico quale simbolo della sua giovinezza e spensieratezza.
Nel XVII secolo il gioco si diffuse completamente tra la nobiltà della Francia, della Spagna, dell´Italia e dell´Impero Austro-Ungarico, ma nel periodo di affermazione del puritanesimo subì una pesante perdita di popolarità.
Ai tempi di Napoleone il real tennis era stato ormai largamente abbandonato dalle famiglie nobili. Nella Rivoluzione francese la pallacorda giocò un piccolo ruolo con la firma del Giuramento della Sala della Pallacorda.
Durante il XVIII e all´inizio del XIX secolo il real tennis diminuì molto il suo seguito di praticanti e spettatori, sostituito da altri tre sport con palla e racchetta: il racquets, lo squash e il lawn tennis, ovvero lo sport che oggi tutti conoscono semplicemente come tennis.
Il nome
Il nome nacque dall´errore di pronuncia dei primi tennisti inglesi: nel XV secolo era obbligatorio, prima di lanciare la palla, gridare in francese l´avvertimento tenez! (tenete!). L´assonanza portò gli inglesi a chiamare il gioco "tennis".
In Inghilterra non è tuttavia ortodosso designare il tennis con il semplice lemma "tennis". Quest´ultimo infatti è ancora riservato alla pallacorda, mentre il nome corretto è lawn tennis.
Il tennis moderno
Il 23 febbraio 1874 il maggiore inglese Walter Clopton Wingfield brevettò alla Camera dei Mestieri di Londra l´invenzione di un nuovo gioco, consistente in un campo a forma di clessidra, diviso al centro da una rete sospesa.
Il gioco era addirittura confezionato in una scatola contenente alcune palle, quattro racchette, la rete e le indicazioni per segnare il campo. Il gioco era fondato sulle regole del vecchio real tennis e, su suggerimento di Arthur Balfour, venne chiamato lawn-tennis.
La data di nascita ufficiale del tennis moderno risulta essere, quindi, il 23 febbraio 1874.
Wingfield prese in prestito parole ed espressioni francesi per la nomenclatura del suo gioco:
deuce (usato per indicare il 40 pari), deriva da à deux le jeu, che significa "a entrambi il gioco".
love (usato per indicare lo zero), deriva da l´oeuf, che significa "uovo", che a sua volta ricorda forma dello zero.
La singolare convenzione di segnare i punteggi con 15, 30 e 40 ha sempre suscitato molta curiosità fra gli esperti.
Una teoria ipotizza si tratti dei quarti d´ora segnati per prendere il tempo (il 40 deriverebbe da un accorciamento); un´altra sostiene che la traduzione francese (quinze, trente et quarante) fosse più orecchiabile e che quindi il punteggio fosse una sorta di ritornello. Un´altra ancora avanza l´ipotesi che i punteggi si riferissero ai soldi scommessi durante le vecchie partite di pallacorda (15 soldi equivalevano a un denaro d´oro).

L´istituzione del Grande Slam

Lo sport con le sue nuove regole si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Negli Stati Uniti fu giocato la prima volta nel 1874 a Staten Island, nella casa della ricca Mary Ewing Outerbridge.
Nel 1881 il desiderio di giocare a tennis competitivamente portò alla fondazione dei primi club.
Allo stesso anno 1881 risale l´istituzione dei quattro Grandi Slam, cioè i quattro tornei di tennis più prestigiosi del mondo: Australian Open, Open di Francia, Torneo di Wimbledon e US Open. Tali competizioni restano a tutt´oggi le più ambite e il loro conseguimento nello stesso anno è chiamato Grande Slam.
Il regolamento
L´inglese Walter Clopton Wingfield stabilì un primo regolamento nel 1874, dando al gioco il nome di sphairistike; l´anno successivo il gioco si diffondeva negli Stati Uniti per opera di Mary Outerbridge.
La regolamentazione definitiva è del 1888, quando si costituì l´Associazione tennistica inglese.
In Italia il tennis fu introdotto insieme con il football nel 1880 in Liguria.
Nel 1894 fu fondata la Federazione italiana e il primo campo di tennis in Italia fu quello di Bordighera in Liguria.
Nel 1895 si svolse il primo campionato italiano per tennisti, ma il tennis rimase uno sport d´élite sino al dopoguerra.
Nel 1896 il tennis fu inserito nel programma dei primi Giochi olimpici moderni e vi restò sino al 1924, quando fu prima eliminato e quindi riammesso nel 1988.
Nel 1900 si giocò la prima Coppa Davis, il trofeo che spetta annualmente alla squadra nazionale campione mondiale.
La nazionale italiana maschile vinse la Coppa Davis nel 1976.
Le nazionali femminili disputano, invece, la Fed Cup, che è stata vinta dalla nazionale italiana nel 2006, nel 2009 e nel 2010.
Nel 1883 iniziarono le prime sfide tra professionisti nel corsodi esibizioni. Successivamente si organizzarono regolarmente tornei professionistici che poi annualmente culminavano nei campionati professionali di tennis.
Nel 1968 la Federazione internazionale accettò il professionismo per tutti i tornei.
Dal 1973 si ricorre all´uso dell´elaboratore elettronico per aggiornare quotidianamente le classifiche dei tennisti professionisti: sino ad allora le classifiche venivano compilate da esperti per essere pubblicate su giornali e riviste specializzate.
Il materiale dei telai delle racchette è passato dal legno al metallo per arrivare all´attuale materiale sintetico, mentre le corde intrecciate, che un tempo erano in budello animale, sono da anni state sostituite dal nylon o da altri materiali sintetici.

Nel 1954 James Van Alen fondò la International Tennis Hall of Fame, attualmente il più grande museo di tennis nel mondo con sede a Newport negli Stati Uniti; in questo museo sono custodite racchette, maglie, cappelli, foto di molti campioni e personalità illustri del tennis che vengono ammessi in qualità di membri: Nicola Pietrangeli è diventato membro nel 1986, seguìto nel 2006 da Gianni Clerici, scrittore, giornalista e commentatore televisivo.
Il campo
Il campo può essere in terra battuta, erba, cemento o materiale sintetico.
Il rettangolo di gioco ha le seguenti dimensioni: 23,76-23,78 m x 10,97 m, compresi i corridoi laterali che sono larghi 1,37 m e sono validi solamente nelle partite di doppio.
La rete divisoria ha un´altezza di 0,914 m al centro e 1,07 m ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete le linee a essa parallele sono distanti 6,40 m; subito dopo 5,49 m sono tracciate le linee di battuta. Ai lati e al fondo del campo di gioco vi dev´essere spazio sufficiente per i movimenti del giocatore: rispettivamente di 3,65 m e 6,40 m per le gare internazionali e 3.05 m e 5,50 per le gare nazionali.
Le cifre decimali che esprimono le misure del campo riflettono il fatto che il regolamento del gioco è stato fissato nei paesi anglosassoni, dove è in uso il piede come unità di misura della lunghezza. Tali dimensioni, espresse in piedi (simbolo ft), sono infatti 78 ft x 36 ft, compresi i corridoi laterali, che sono larghi 4,6 ft e sono usati solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un´altezza di 3 ft al centro e 3,5 ft ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete e parallele a essa, a 21 ft di distanza, sono tracciate le linee di battuta.
La palla
La palla è in gomma rivestita da uno strato di feltro, ha un diametro di circa 6 cm e pesa circa 58 g.
Negli incontri dei tornei professionistici le palle vengono cambiate dopo 7 giochi dall´inizio dell´incontro e poi ogni 9 giochi disputati (il motivo per il quale si cambiano le palline per la prima volta dopo 7 giochi consiste nel fatto che esse vengono in parte consumate anche durante i palleggi preliminari di riscaldamento).

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